Massimiliano's profileUna perdita di tempoPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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Una perdita di tempoerase all the memories, they'll only bring us pain... and i've seen all i'll ever need BlackoutVa in sordina il lamento del nulla,
vecchia e desueta sinfonia di aria sugli spigoli di questo truce sarcastico tempo.
La milizia dei sensi depone l'arme, ed improvvisamente una grazia terrificante, che inginocchia e trascina maternamente le palpebre della notte. Scende fino a stendersi sulla nuda pelle dell'eterni sonni interrotti.
E' una quiete del martoriato, che non conosce più patimento dopo le razzie nel suo torace.
E' muto adagiarsi delicato sulle acque. Niente zampilli negli occhi, niente biasimati fastidi.
Il fiato non ha profumo ne olezzo, è solo polline d'etere che si accomoda lieve sulle guancie.
Non c'è onta che sangue possa lavare, e non curiamoci perciò di ripulire. Solo un astro che illumina la terra, e bagliori né luce ha.
E' terra bianca che sale, sono foglie di mito che si separano, sono voci perse nei venti, estesi silenzi in dissolvenza coi colori.
L'assenza delle soddisfazioni assopisce i secoli, le confidate piccolezze rigeneranno altri e nuovi mondi con il mio miglior disinteresse.
Lascio spegnersi i fuochi, lascio cadermi tua polvere, concedermi l'erosione degli arti sul blu d'una notte che sconta tutti i suoi delitti.
Che calma infine in questa guerra.
Ogni parola par che sia solo sciocco rumore.
Sembra l'abbandono di questo corpo, d'un gracile fardello, dei suoi infimi spasmi.
Tutto vuol dormire, come d'echi d'immortal divenire resi inerti generali dell'empio capezzale.
Serbare ciò che è più caro, ciò che fa più male e portarselo come miglior cimelio.
E svegliarsi un'ultima volta per addormentarsi meglio.
Con le dita nelle orecchie, ascolto lo spaurito asceta del tutto sentimento.
Tendo e mi ridistendo, per ore destinate a perdere peso.
Null'altro più da questo cielo. Niente più.
Sussurro che...
E' il mio bellissimo blackout.
Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggereVenditore- Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere- Almanacchi per l'anno nuovo?
V.- Sì signore
P.- Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
V.-Oh illustrissimo sì, certo.
P.-Come quest'anno passato?
V.-Più più assai
P.-Come quello di là?
V.-Più più, illustrissimo.
P.-ma come qual altro? non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
V.-Signor no, non mi piacerebbe.
P.-Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
V.-saranno vent'anni, illustrissimo
P.-A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
V.-Io? non saprei
P.-Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
V.-No in verità, illustrissimo
P.-E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
V.-Cotesto si sa
P.-Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
V.-Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse
P.-Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta nè più nè meno,con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
V.-Cotesto non vorrei
P.-Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
V.-Lo credo cotesto
P.-Nè anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
V.-Signor no davvero, non tornerei
P.-Oh che vita vorreste voi dunque?
V.-Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse,senz'altri patti.
P.-Una vita a caso,e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?
V.-appunto
P.-Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli è toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e i suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
V.-Speriamo
P.-Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete
V.-Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi
P.-Ecco trenta soldi.
V.-Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.
(dalle Operette Morali,di G.Leopardi)
Melodramma del Morfeo annoiatoNè farfalle, nè uragani.
Le battaglie non hanno diverse risoluzioni,
e frasi davvero inutili condiscono
la fede nell''inerzia delle cose.
Qui non vale la pena, la poesia non cade mai dritta.
Mentre la passione riesuma con saccenza il mondo.
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L'amore l'ho conosciuto mentre si truccava,
mai visto senza costume di scena.
Una volta pronto, danzava su mille palati,
e poi s'appendeva per i sudori dei miei teatranti.
Un gran puttaniere, credimi.
Non un grande artista. Recita in playback.
Si notava, vero?
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E il cielo... ah, quel cielo...
Complotto incantevole delle stelle,
e prezioso poichè vano ricordo.
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Quando dormivo, mi alzavo per il troppo sonno,
e scrivevo sulla nuca il discorso alle mie dita.
Pensavano loro a scrivere,
a farmi perdere tempo in modo nobile.
Sgranocchiavo lancette mentre dimagrivo,
e ridevo col timore migliore, sì proprio quello
che poi correda il sipario peggiore,
il pesante invito a congedarsi.
Che ti devasta per pochi attimi,
per poi ricomporti presentabile alle cene
e asciutto sul cuore.
Era così.
Applausi soffusi, e sfumata per la prossima scena.
Smorfie da cui fuggivano sorrisi invincibili,
e pie pacche sulle spalle dopo l'imbarazzo.
Gli amici son lì, e fanno il proprio compito.
Biasimarli? Saresti un mostro, sappilo.
Però. Però niente.
Non ci sono patiboli, benchemmeno tribunali.
Ma cellofan in cui avvolgersi ne trovo spesso.
L'evenienza non è mai sprovveduta.
Ha più profeti di qualsiasi religione,
ha più motivazioni di qualunque bestemmia,
ed io sono solo l'impulso a desistere,
un e il messìa claudicante,
poco lucido, forse opaco.
Chiede un "basta", lasciatelo stare, tutti.
Sta bene, ha dormito con un sasso sullo stomaco
ma nessun allarme sanitario. Tranquilli.
Rimuginerà e sbatterà i piedi per ciò che s'è rotto,
...ma ignoratelo.
Anche perchè proprio stamane
ha licenziato la sua penna preferita,
e anche tutte le altre.
In un barlume di rese, ora, in mano, la voglia di desiderare.
Spezza, e non ricucire più... stupido!
Provocazione"Uno si mette a scrivere perchè non è stato capace di picchiare un autista che l'ha reso ridicolo, perchè non ha fracassato i piatti in un ristorante, perchè non ha affrontato un poliziotto fuori di testa che insultava la sua ragazza, perchè non ha detto a sua madre quanto l'amava e la detestava, perchè non ha sputato in faccia ad un professore che diceva che la terra è rotonda, perchè si è fatto fregare il posto nella fila per il cinema, perchè non ha arte nè parte, perchè pensa che è un modo facile di diventare famoso e fare soldi, perchè se lo fanno buffoni come Garcìa Marquez e Mutis può farlo anche lui, perchè con i numeri non ci sa fare, perchè non vuole fare nè il medico nè l'avvocato, perchè è incazzato, perchè odia la gente e vuole insultarla. Uno si mette a scrivere perchè una ragazza carina gli ha detto che le piacevano gli scrittori, perchè ha bisogno di un alibi per non lavorare, perchè lo fa sentire superiore, perchè ha letto un paio di romanzi sul Far West e vuole entrare in concorrenza, perchè è un cowboy senza cavallo, perchè lo fanno scribacchini come Vargas Llosa, perchè non ha voce, perchè non ha senso del ritmo, perchè è stufo di farsi le seghe, perchè vuole portarsi a letto una donna ma non c'è verso, perchè pensa di avere qualcosa da dire, perchè scopre che le ragazze carine dicono che gli scrittori sono teneri ma poi escono con i mafiosi, perchè non gli lasciano mettere le mani addosso alle reginette di bellezza, perchè è magro come un chiodo e non c'è niente da fare, perchè ha paura di morire senza essersi scopato una ragazza carina, perchè se uno stronzo ipocrita come vargas Llosa scrive può farlo chiunque, perchè sa che perde il suo tempo, perchè invidia quelle bertucce che appaiono in tivù e guadagnano milioni, perchè in mancanza di meglio vuole essere come Bukowsky. Uno si mette a scrivere perchè non sa tirare di boxe e non ha fegato, perchè ha i denti storti e non può sorridere come vorrebbe, perchè per gli impotenti d'ogni sorta non c'è altra strada, perchè tutti i brutti sono scrittori o assassini e lui non è capace di far male a una mosca, perchè scrivere lo fa sentire importante, perchè per essere chiamati scrittori non c'è bisogno di scrivere bene e per essere chiamati figli di puttana fa lo stesso se si ha una madre che è una santa, perchè ha paura di andare alla deriva senza far nulla, perchè non può bere ogni sera, perchè ama Dio ma odia le associazioni senza fini di lucro, perchè non ha una ragazza, perchè non ci sono emozioni ma insulti, perchè a casa sua non c'è la televisione e la radio si è rotta, perchè la moglie del vicino è un bon bon, perchè ha paura di restare calvo e per questo evita gli specchi. Uno si mette a scrivere perchè non osa rapinare un supermercato, perchè ama la donna e lei è la fidanzata del gallo del quartiere, perchè non ci sono abbastanza riviste porno, perchè vuol fare qualcos'altro oltre a cagare e masturbarsi, perchè non è il gallo del quartieree non è neppure il più forte o il più spiritoso, perchè non è niente di niente, perchè non vale un cazzo, perchè se esce di casa lo fanno a pezzi, perchè sua madre urla tutto il tempo, perchè non ci sono nè illusioni nè luce alla fine del tunnel , perchè la sua mente vola basso e non sarà mai un altro Cioran, perchè non ha il coraggio di saltare, perchè non vuole la moglie brutta che si merita, perchè ha paura di morire senza avere assaggiato un bel culetto, perchè non ha padre nè amici nè fortuna, perchè non sa sputare come Clint Eastwood, perchè rimane impantanato tra una intenzione e l'altra, perchè c'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo. Il bello è che scrivere non serve a nulla di ciò che uno vuole. Scrivere è un limite, un dolore, un difetto in più. Il bello è che dopo averlo fatto stai malissimo. Niente è cambiato, tutto rimane al suo posto (tranne i tuoi fottuti capelli), Pelè non torna in campo. " Efraim Medina Reyes
NikeLa pagina aveva volutamente preso la mano, e sfogliava il suo palmo con strano accostarsi. Era leggera, era stata sedotta, affinchè potesse trovare in sè l'azzardo di poter riaprire certi capitoli. C'era un anello incompiuto a chiusura di quelle parole che aveva lasciato decapitato il volume. Un cerchio che non aveva potuto trovare il conforto di un ritorno ad esso.. Un cerchio senza sorta d'effettiva natura.
I fiati (so)spesi, i tasti anneriti della tastiera, le sorprese glacializzate e assopite.
Ed invece, quale inattesa sorte ha voluto che mi facessi giocattolo di complessi disegni evoluti, rinchiusi nei loro primordiali stessi pensieri, dove tutto poteva compiersi, dove tutto veniva all'improvviso eclissato.
La luce ci ha bagnati quando ognuno aveva bevuto il proprio sentiero, con il rispettivo bagaglio di silenzi e frasi mai ascoltate.
Per frescura nessuna errava, almeno non io.
...
Che quella cenere però ormai stava lì, sterile.
Aveva con sè qualche speranza, inghiottita anch'essa dalla fuliggine dell'imprevisto.
Si guarda, si accetta con un bavaglio smaltato, e si va avanti.
E' un manuale che la mia destra medesima ha scritto e redatto, e che spaura di rado gli occhi miei.
Ed ora... Il romanzo, perchè questo è un romanzo, vive su un silenzio che odora di lingue, ma difficilmente si percepisce tale afrore. Anzi, sono odori che le narici non hanno mai giudicato, eran profumi altrui.
Queste pagine erose e consumate da ruggine e neve, sfoggiano un uomo, attorniato da sbarre d'acqua.
Ripeteva e ripeteva di non volersi bagnare.. ma col braccio, teso, allungava e stiracchiava la sua dannazione. Ansimava, ed ogni respiro, ogni anelito di troppo avrebbe spezzato le azzurre colonne. La preoccupazione prima.
Accaldato, stanco e sudato.. Quell'acqua potrebbe farlo cedere, quell'acqua potrebbe farlo godere.
Ma se la prigione te l'ha creata l'anima, non ci sarà sacro o profano liquido che potrà dissetare sì secche labbra, e lei non potrà affogare in gioia, poichè c'è la migliore vittima in ballo, e l'ogni millimetro in cui ci spingiamo ha i sordi contorni di un fiordo affacciato sull'oblìo.
Sono in cattività. E sono impreparato.
Perchè i sensi sono stimolati. La natura del ridestato s'è risvegliata in trionfio di voluttà e smarrimento.
Non la invoco, ma l'onda d'urto mi ha preso intorno al collo, e l'orgoglio tradisce qualsiasi ragione.
E' un dubbio, ed è come un piacevole massacro che placa i miei maremoti e che trattiene quelli tuoi, mio sangue.. e ho bisogno, mai come adesso, di pace e lacci ben stretti..
Domami fratello, perchè la Vittoria non è mio uso.
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Mementis gentium
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